Matinée per le scuole

L’Associazione Culturale OSTINATE E CONTRARIE strategie per la cultura, torna a proporvi un  calendario di appuntamenti selezionati per voi e per i vostri studenti. Gli spettacoli sono stati scelti fra le proposte più interessanti dei vari cartelloni romani.

Apriremo la stagione al Teatro di Documenti – spazio nel cuore del quartiere Testaccio, voluto da Luciano Damiani innovatore e sovvertitore della scena-  con lo spettacolo Perla scritto e diretto da Anna  Ceravolo. A seguire, Visione di Futuro, una originale kermesse di spettacolo, reading e musica. Non una semplice rassegna, ma uno sguardo attento al presente, con una particolare attenzione alle inquietudini che attraversano la nostra società.

Ci sposteremo a gennaio al Teatro Ghione con un classico shakespeariano Molto rumore per nulla prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno: una rappresentazione che mette in primo piano il Racconto, attraverso il gioco teatrale e lo svelamento di alcuni retroscena.

Finiremo la stagione con un evento imperdibile al Teatro Parioli: celebreremo il Giubileo Straordinario 2016 con Il vangelo secondo Pilato di E.-E. Schmitt, protagonisti Glauco Mauri e Roberto Sturno. Il Vangelo secondo Pilato è una meditazione, un interrogativo, una commossa poesia sull’uomo Gesù. E mai come in questo spettacolo l’impegno degli attori non è tanto rendere più o meno felicemente l’interpretazione di un personaggio, ma far fiorire poeticamente una storia che, per chi crede come per chi non crede, ha comunque sconvolto e illuminato la storia dell’umanità.

 

Ecco la nostra offerta in dettaglio:

TEATRO DI DOCUMENTI
Perla, la santa, la regina, la strega scritto e diretto da Anna Ceravolo dal 27 ottobre all’8 novembre (fuori rassegna)

Una trilogia che mette di fronte allo spettatore tre personaggi femminili, omicide “per istinto di sopravvivenza”. Queste donne sfilano nell’aula di un tribunale, le troviamo a giudizio accusate di aver commesso un delitto. Ma il vero crimine, che si oppone loro, è di aver travalicato lo “specifico femminile”, di aver occupato una posizione di supremazia in feudi tradizionalmente maschili.
Rassegna ‘Visioni di futuro tra passato e presente’,  novembre 2015-gennaio 2016:
a cura di Maurizio Panici

Bloom’s Day di James Joyce  dal 10 al 15 novembre

Concerto per Odysseo da Omero un progetto di Maurizio Panici e Raffaello Simeoni, immagini e video di Massimo Achilli  dal 17 al 22 novembre

Le Città Invisibili da Italo Calvino con Tiziano Panici dal 19 al 24 gennaio
Antigone di Jean Anouilh  con Maurizio Panici  dal 26 al 31 gennaio

Le recite sono dal martedì al sabato ore 21, la domenica ore 18, le matinée dal martedì al venerdì ore 10.30.

Prezzo intero 15€    prezzo ridotto 12€    più 3€ tessera associativa valida 1 anno

Prezzo matinèe 8€uro esente da tessera associativa

 PER VEDERE IL PROGRAMMA COMPLETO visioni-di-futuro-una-rassegna-di-teatro-contemporaneo

TEATRO GHIONE
Molto rumore per nulla di W. Shakespeare 14 – 15 – 19 -20 -21 -22  gennaio
Prodotto dalla Compagnia Mauri/Sturno

recite ore 10.30

Prezzo matinée  8€uro

Com’era il teatro ai tempi di Shakespeare? La folla era entusiasta, trepidante perché avrebbe assistito di lì a poco ad una memorabile serata, ad un evento dove amore, passione, tragedia ed emozioni avrebbero avuto il sopravvento sulla loro “normale” esistenza. E come erano i personaggi di Shakespeare? Erano vivaci, dei caratteri eccentrici e frizzanti, che facevano piangere, ridere e sognare. Erano cupi e pensierosi, scaltri e ingenui, cattivi e melliflui…. erano tutto e tuttora lo sono. E come sarebbe Shakespeare e il suo “Molto rumore per nulla” se la rappresentazione dipendesse da un unico spettatore, un bambino, rimasto in sala? Sarebbe Shakespeare, perché dalla fine del 1500 ad oggi, il grande autore inglese continua ad essere il Teatro, e nonostante le innumerevoli rappresentazioni che ci sono state, le sue opere avranno sempre una forza ed un ascendente sul pubblico come nessun altro drammaturgo ha mai avuto.
“Molto rumore per nulla” ha in sé tutte le peculiarità del teatro shakespeariano. E’ una delle commedie romantiche e giocose più fortunate, una macchina teatrale perfetta che, in un’alternanza di elementi comici e tragici, come è tipico nello stile ineguagliabile del Bardo, tra oscure trame, inganni e spiritose schermaglie amorose (celebre quella fra Beatrice e Benedetto), volge magistralmente al lieto fine.

 

TEATRO VASCELLO
Dedicato a Pier Paolo Pasolini per il 40° anniversario della sua morte

Porcile di Pier Paolo Pasolini
Regia Valerio Binasco (Spoleto 58 Festival dei 2 Mondi)
dal 16 al 28 febbraio 2016

Porcile è un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966 e che poi, nel 1969, ha trasposto nel film omonimo per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di se stessi dal mondo cannibale.
Porcile non fa prigionieri. Condanna tutti, dal primo all’ultimo. Non c’è redenzione, non c’è possibilità di salvezza in questo mondo soggiogato in modo, oramai, antropologico. Non c’è speranza in questo porcile dove tutti mangiano tutto, dove il solo deve essere il tutto. (Valerio Binasco)

Pilade di Pier Paolo Pasolini
Regia Daniele Salvo
dal 21 aprile al 1° maggio 2016

Pilade, la prima (e forse la più importante) delle sei tragedie che Pier Paolo Pasolini scrisse a partire dal 1966, un canto politico e sociale di straordinaria attualità, tale da stabilire un punto di svolta nella poetica pasoliniana.
Siamo fermamente convinti che la profonda crisi del nostro mondo culturale sia determinata soprattutto da un’assenza di dee, di necessità, di onestà e rigore intellettuale, di vera competenza in aggiunta a reali problemi di ordine economico. In questi tempi di profonda crisi spirituale e culturale, di consensi predeterminati, di lobby di potere spietate, un gruppo di giovani artisti vuole percorrere una nuova via fondata su Necessità, Rispetto, Dedizione, Umiltà, Analisi e Ricerca serrata. (Daniele Salvo)

E ancora al TEATRO VASCELLO

Ubu Roi di Alfred Jarry
adattamento e regia di Roberto Latini
dal 4 al 7 febbraio 2016

La pièce segue le avventure di Padre Ubu, «capitano dei dragoni, officiale di fiducia di re Venceslao, decorato con l’ordine dell’aquila rossa di Polonia, ex re d’Aragona, conte di Sandomir», e della Madre Ubu. Il Padre Ubu uccide il re Venceslao e s’impadronisce così del trono; poi uccide i nobili e tutti coloro che l’avevano appoggiato. Ma il Padre Ubu deve diffidare del figlio di Venceslao, il principe Bugrelao, che inavvertitamente ha risparmiato e che spera di riconquistare il trono di suo padre.
Io credo nel Teatro. Ovvero, nell’occasione del Teatro.
Nei classici e nel contemporaneo, come ‘declinazione’.
Jarry ci restituisce all’occasione teatro superando addirittura la natura stessa del suo testo.
Non sono le parole, la struttura, la trama addirittura, addirittura la drammaturgia, ma lo spirito di libertà che accompagna ogni scena. E’ come se l’autore avesse voluto darci questa libertà creativa, proporre Teatro e non letteratura.
Scrivo Jarry e penso si possa leggere Shakespeare.
Abbiamo lavorato tenendo questo continuo riferimento, tutti i parallelismi possibili. (Roberto Latini)

Dionysus il Dio nato due volte
Un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide
Regia Daniele Salvo
dal 2 al 13 marzo 2016
Lo spettacolo va in scena per i licei anche in greco antico

“Le Baccanti” rappresentano una finestra sull’irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di possessione dionisiaca, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un’esortazione a guardarci dentro in altri modi. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e
presenza fisica ai momenti dell’eros, della malattia, del sonno. Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo “agite” dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attraverso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca. Il Dio in qualche modo si fa corpo e plasma le loro voci. La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l’emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media. La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creatività, ogni volo. In realtà pensiamo tutti nello stesso modo, pronunciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie. Ci illudiamo di essere liberi.

Gli Innamorati di Carlo Goldoni
regia Andrèe Ruth Shammah
7 al 17 dal aprile 2016

C’è chi ne è rimasto entusiasta; chi l’ha definita ‘struggente’ e ‘ansiosa’; chi ha commentato che non è la commedia più felice di Goldoni. Certo è che ‘Gli innamorati’ di Carlo Goldoni non vanno d’accordo con tutti, e che proprio come l’amore, quest’opera è a misura di ognuno. L’autore ha saputo cogliere e imprimere un aspetto dell’amore che, purtroppo (o per fortuna), non ha tempo. Ma l’ha anche portato al limite del realistico, facendo risultare la commedia esasperante o, appunto, struggente e le scelte di regia hanno, inoltre, accentuato questo aspetto. Torna dopo uno straordinario successo di pubblico e critica, Gli Innamorati, uno spettacolo specchio di un oggi fortemente nevrotico in cui cinismo e romanticismo si mischiano e si intrecciano. Una lettura penetrante che mette in luce i semitoni di una commedia che possiede il fascino leggero delle piccole cose della vita.

PROMOZIONE SPECIALE STUDENTI: 2 INGRESSI 17€Uro
Recite serali ore 21
Matinè da concordare con la scuola ore 10.30

TEATRO PARIOLI

Il Vangelo secondo Pilato di E.-E. Schmitt dal 3 maggio

Prodotto dalla Compagnia Mauri/Sturno

recite ore 10.30

Prezzo matinée  8€uro

 Questo spettacolo è una meditazione, una commossa poesia sulla figura umana e divina di Gesù che ha insegnato agli uomini, credenti e non credenti, un nuovo modo di amarsi, di comprendersi e di sentirsi fratelli.
Il vangelo secondo Pilato, di Schmitt, “uno spettacolo da vedere per emozionarsi e ripensare”. Nato come romanzo, dopo un eccellente successo editoriale, l’autore ne ha fatto una versione teatrale in due parti: la prima La notte degli ulivi – ovvero Confessione di un condannato a morte la sera del suo arresto” è prologo e antefatto della seconda Il vangelo secondo Pilato.
La notte degli Ulivi – Sulla collina degli ulivi, qualche ora prima del suo arresto, Gesù si domanda come ha fatto ad arrivare fino a lì. E’ davvero il Messia? Come ha fatto a convincersene? Deve morire per questo? Un monologo struggente che presenta una storia arciconosciuta da un punto di vista originale: é Gesù stesso che dubita e s’interroga. L’incarnazione si trova messa in discussione dalla bocca stessa dell’incarnato… Vertigini…
Il vangelo secondo Pilato – L’ultimo giorno della Pasqua Ebrea. Ponzio Pilato viene a conoscenza che Gesù, lo stregone di Nazareth, è scomparso dalla sua tomba. Per evitare che il furto sia strumentalizzato politicamente, Pilato conduce l’inchiesta e tenta di ritrovare il cadavere. Ma Gesù riappare. Vivo! Rifiutando l’irrazionale, cercando una soluzione logica al mistero, Pilato fa setacciare Gerusalemme. Interroga Erode, Erodiade, i discepoli, i dottori, il gran sacerdote del Tempio, quindi, distrutto dai fallimenti, parte sulle vie della Galilea. Ma più procede, più il mistero diviene fitto…

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