Visioni di futuro, una rassegna di teatro contemporaneo

da / venerdì, 31 luglio 2015 / Pubblicato in Blog
visioni di futuro

visioni di futuro

Tra novembre 2015 e gennaio 2016 il Teatro di Documenti ospita un’originale  kermesse di spettacolo, reading e musica. Non una semplice rassegna, ma uno sguardo attento al tempo presente, una possibile lettura delle inquietudini che attraversano la nostra società. Dalle pulsioni ancestrali dell’uomo, raccontate da Omero in quel monumento gigantesco che è l’Iliade, alle parole dello scrittore che ha cambiato la percezione della scrittura e la descrizione di un mondo interiore attraverso uno straordinario flusso di emozioni, James Joyce;  dallo straordinario mondo raccontato nelle Città invisibili da Italo Calvino, per arrivare allo studio della felicità in Antigone. Un viaggio affascinante attraverso i secoli alla ricerca di un senso possibile della nostra esistenza, usando le parole dei grandi letterati da Omero a Joyce a Anouilh fino ad arrivare a Calvino. Autori che hanno segnato il nostro percorso artistico e umano.

Dal 13 al 15 novembre andrà quindi in scena “Bloom’s Day”, seguito (20-22 novembre) dal “Concerto per Odysseo-‘cronache di guerra dall’Iliade di Omero'”, da “Le città invisibili” (19-24 gennaio) e da “Antigone” (dal 24 al 31 gennaio)

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Bloom’s day

Ulysses è una commedia. Un percorso in cui spesso si inciampa, cadendo fragorosamente a terra, come succede a un cameriere con una pila di piatti sporchi. Una storiella di una giornata e l’epopea di due razze (Israele-Irlanda), la definì Joyce, scoraggiando tutti i cercatori di simboli. Leopold Bloom è già lui stesso dotato di umorismo e ridicolo nelle sue goffaggini, ed è una figura tragica perché tutto intorno a lui è violento e inumano, a cominciare dalla persecuzione di cui è vittima in un’Irlanda già ad inizio secolo anti-semita e razzista. Questo è il vero spirito voluto da Joyce. Bloom’s Day, questo nuovo spettacolo, racconta  dell’infedeltà di Molly che costringe Bloom a vagare tutto il giorno con il peso del tradimento nel cuore, del sentimento diffuso contro gli Ebrei,, del suo ritorno a casa dopo una lunga giornata errante tra le strade di Dublino. Accadimenti che per la maggior parte  accadono dentro la sua mente. Al centro di tutto infatti sopravvivono qui le sue meditazioni condotte in gran parte nei suoi momenti più intimi e solitari, persino nella vasca in cui l’unica acqua di questo Ulisse è quella anti-eroica dell’Hammam.

Concerto per Odysseo -‘cronache di guerra dall’Iliade di Omero’


 

Cantare L’Iliade oggi, dopo secoli che questo poema continua ad affascinare e a interessare le giovani generazioni, è raccontare ancora una volta di uomini ed eroi, della guerra e della assoluta necessità della pace, di vendetta ma soprattutto di pietà, perché tutto quello che emerge da questo monumentale racconto di una guerra infinita è l’inevitabile e necessario bisogno di pace.

 

Le città invisibili

Durante quella che sembra essere un’eterna partita a scacchi sospesa in un tempo irreale e sterminato, il simbolo del potere, il grande Imperatore, interroga il mercante veneziano per sapere quanto vasto è il suo impero e quante sono le città che lo abitano.. ma non solo.. vuole sapere qual è la loro consistenza e quali sono i pensieri dei loro abitanti. Nello scorrere di questo serrato dialogo, Calvino innesta un sistema simbolico e simmetrico; lucido e matematico: un sistema che conta 55 città, tutte battezzate con esotici nomi di donna e raggruppate in undici sistemi semiotici che ne raccolgono l’essenza e guidano il lettore nei vicoli della grammatica del narratore

Antigone

Creonte e Antigone sono le facce di una stessa medaglia e si riflettono continuamente, rinviando il conflitto come in un gioco di specchi: conflitto eterno tra vecchiaia e giovinezza, maschile e femminile, sfera dell’intimità privata e sua profanazione pubblica. Antigone è tragedia dell’oggi, del dubbio e dell’inquietudine, conflitto tra le leggi del cuore e osservanza delle regole ,linea di confine dove l’ideale giovanile si misura con l’acquisita responsabilità. Lo spettacolo racconta la caducità e l’inutile affanno dei “piccoli” protagonisti immersi in un contesto “grandioso” di insostenibile presenza del destino.

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